2025-12-29T12:55:53
Allergologia molecolare: nuovo studio dell’IDI sulle sindromi polline-alimento
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Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Allergy rafforza il ruolo dell’allergologia molecolare nella comprensione dei meccanismi alla base delle sindromi polline–alimento e conferma il valore della ricerca traslazionale sviluppata presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS.

Il lavoro multicentrico, dal titolo ‘Art v 1 and Amb a 4 Co-Sensitization Identifies Italian Patients at Risk for Mugwort-Celery-Spice Syndrome’, è stato diretto da Enrico Scala ed è frutto dell’attività di ricerca in medicina di precisione condotta dall’Unità di Allergologia Molecolare clinica e di laboratorio, rappresentando uno dei più ampi studi italiani dedicati alla sensibilizzazione molecolare alle defensine polliniche.

Lo studio analizza oltre 7.000 pazienti sottoposti a diagnostica molecolare tra il 2021 e il 2025, con l’obiettivo di chiarire il significato clinico della sensibilizzazione alle defensine del polline di artemisia (Art v 1) e ambrosia (Amb a 4), e il loro ruolo nelle reazioni alimentari associate, in particolare verso sedano e spezie.

I risultati mostrano che la sensibilizzazione alle defensine interessa circa il 4% dei pazienti, ma con profili clinici ben distinti. La sensibilizzazione isolata ad Art v 1, largamente prevalente, è soprattutto associata a sintomi respiratori. Al contrario, la co-sensibilizzazione ad Art v 1 e Amb a 4 identifica un sottogruppo di pazienti con un rischio significativamente più elevato di reazioni alimentari sistemiche, configurando un fenotipo clinico specifico riconducibile alla mugwort–celery–spice syndrome.

Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dal coinvolgimento della defensina del sedano Api g 7, frequentemente riconosciuta nei pazienti co-sensibilizzati, e dal ruolo centrale di Art v 1 come allergene primario in grado di guidare la cross-reattività molecolare.

 

Lo studio evidenzia inoltre una distribuzione geografica peculiare della sensibilizzazione ad Amb a 4, con un chiaro gradiente nord–sud, e conferma come la sensibilizzazione agli nsLTP del sedano sia invece associata a reazioni clinicamente più gravi.

Nel loro insieme, questi dati dimostrano come l’approccio di allergologia molecolare consenta di identificare distinti profili di sensibilizzazione specifici, migliorando la stratificazione del rischio e aprendo nuove prospettive per una gestione personalizzata del paziente allergico.

Il lavoro rappresenta un esempio concreto di ricerca traslazionale applicata alla medicina di precisione, in cui l’integrazione tra laboratorio e clinica permette di trasformare la complessità molecolare dell’allergia in strumenti utili per la pratica clinica e per il futuro sviluppo di strategie diagnostiche e terapeutiche sempre più mirate.

2025-12-16T16:27:18
Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in visita all’IDI
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Il messaggio del Cardinale Parolin: prepararsi al Natale con un “cuore disarmato”, tra preghiera, prossimità e attenzione ai malati

Questa mattina l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) di Roma ha accolto la visita di Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, che ha presieduto la Santa Messa  di Natale nella chiesa dell’Istituto.

La celebrazione eucaristica, iniziata alle ore 11:30, ha visto la partecipazione di pazienti, medici, infermieri e personale amministrativo, riuniti in un momento di raccoglimento e condivisione in prossimità delle festività natalizie. Un’occasione particolarmente sentita dalla comunità dell’IDI, che ha potuto vivere un tempo di preghiera e riflessione all’interno di un luogo quotidianamente dedicato alla cura e all’assistenza.

Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in visita all’IDI

Nel corso dell’omelia, il Cardinale Parolin ha richiamato il significato del tempo di Avvento come cammino di attesa e di speranza, che prepara all’incontro con il mistero della nascita del Salvatore. Un tempo che invita a riscoprire l’essenziale, rifiutando le logiche della forza, delle parole di minaccia e dell’autosufficienza che spesso caratterizzano la realtà contemporanea.

Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in visita all’IDI

Il Segretario di Stato ha sottolineato come le vie autentiche della salvezza non passino attraverso la prepotenza delle armi o la superbia di chi pensa di bastare a sé stesso, ma attraverso la “piccolezza” e l’umiltà, proprie di chi si presenta con un cuore disarmato e disponibile all’ascolto. Un invito a guardarsi dentro, a ritagliare uno spazio di interiorità e di preghiera in un tempo segnato dalla frenesia e dalle molteplici incombenze quotidiane.

Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in visita all’IDI

Il Cardinale Parolin ha poi evidenziato l’importanza della sincerità del cuore e della coerenza tra le parole e le azioni, ricordando come il cammino di fede si costruisca nella capacità di accogliere la volontà di Dio nella vita quotidiana. Un messaggio che assume un significato particolare all’interno di un istituto di cura, dove ogni giorno si sperimentano la fragilità umana e, talvolta, il senso di impotenza di fronte alla malattia.

In questo contesto, il Cardinale ha ricordato come ogni giorno possa diventare occasione per accogliere una nuova presenza del Signore, rendendo l’Istituto non solo un luogo di assistenza sanitaria, ma anche uno spazio di umanità, prossimità e consolazione, nel quale la cura della persona si accompagna all’attenzione per la sua dimensione spirituale.

Al termine della celebrazione, Padre Giuseppe Pusceddu, Vicario Generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e Presidente della Fondazione Luigi Maria Monti, ha rivolto un ringraziamento al Cardinale Parolin per la sua presenza e per le parole di augurio rivolte alla comunità dell’IDI. Un segno di vicinanza, ha sottolineato, che testimonia l’attenzione e il sostegno dimostrati negli anni verso l’Istituto e il suo impegno come punto di riferimento sanitario al servizio della popolazione.

Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in visita all’IDI

Dopo la Santa Messa, Sua Eminenza il Cardinale Segretario di Stato ha voluto incontrare i pazienti ricoverati nel reparto di Oncologia dell’IDI, portando personalmente un saluto e un augurio in vista del Natale. Una visita vissuta in un clima di ascolto e prossimità, che ha rappresentato un momento di particolare intensità e significato per i degenti e per il personale sanitario presente.

    Il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in visita all’IDI

2025-12-13T10:56:07
“La lettera”: l’opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
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Giovedì 11 e venerdì 12 dicembre, l’Auditorium “San Pio X – Angelo Brizi” ha ospitato l’opera teatrale “La lettera”, dedicata al Venerabile Fratel Emanuele Stablum, figura centrale nella storia e nella vita dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
Lo spettacolo, promosso dall’Associazione Amici di Padre Monti – ONLUS, in collaborazione con la Fondazione Luigi Maria Monti, è stato scritto da Anna Maria Angrisani e adattato dal regista Carlo Liccardo. Attraverso la messa in scena, si è voluta valorizzare la ricchezza umana e professionale di Fratel Stablum, primo medico della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione all’IDI (1931-1950), la cui opera ha lasciato un’impronta indelebile nella sanità e nella storia dell’Istituto.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
Nato a Terzolas nel 1895, Fratel Emanuele Stablum entrò giovanissimo nella Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, laureandosi poi in medicina a Napoli. Arrivato all’IDI nel 1931, innovò le terapie dermatologiche dell’epoca e promosse la formazione continua del personale, introducendo un approccio interdisciplinare.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
La sua attenzione alla centralità della persona, alla cura premurosa e al rispetto del malato ha definito un modello di umanizzazione della medicina ancora oggi ispiratore per l’Istituto.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Fratel Stablum si distinse per il suo impegno caritatevole. Tra il 1943 e il 1944 aprì le porte dell’IDI a perseguitati politici ed ebrei, salvando dalla deportazione oltre 100 persone, tra cui 52 ebrei, nascondendoli all’interno dell’ospedale o vestendoli da frati. Questo gesto di eroismo gli valse nel 2011 l’onorificenza di «Giusto fra le Nazioni» da parte dello Yad Vashem di Gerusalemme.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
Proprio la vita e l’opera di Fratel Stablum sono state portate in scena con grande intensità dagli attori: attraverso le due rappresentazioni teatrali, il pubblico ha potuto percepire come Stablum fosse capace di unire fede e professionalità, mostrando attenzione costante al prossimo. L’impegno degli interpreti ha reso evidente il valore della sua vita di integrità morale e dedizione al servizio degli altri, esempio ancora oggi per tutta la comunità dell’IDI.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum
Dal 16 marzo 2000 la salma di Fratel Stablum è stata traslata nella chiesa dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, e il 24 aprile 2021 Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui venne dichiarato Venerabile, riconoscendo pubblicamente la santità della sua vita.
Con “La lettera”, l’IDI ha voluto celebrare non solo la figura professionale e religiosa di Fratel Stablum, ma anche il suo spirito di servizio, dedizione e amore verso gli altri, valori che continuano a guidare l’Istituto e tutti coloro che vi operano. Lo spettacolo ha visto il pubblico numeroso partecipare a un momento di riflessione e memoria, confermando l’importanza di trasmettere la storia e l’eredità di chi ha dedicato la propria vita al bene degli altri.
“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum

L’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS rivolge un sentito ringraziamento all’Associazione Amici di Padre Monti, per la promozione dell’iniziativa, ad Anna Maria Angrisani per la sceneggiatura e i testi dello spettacolo, e al regista Carlo Liccardo per la cura e la sensibilità della messa in scena.

Un ringraziamento particolare va alla Parrocchia San Pio X, che ha ospitato l’evento nel suo auditorium, al parroco Don Andrea e a tutti i volontari, per l’accoglienza e la collaborazione che hanno reso possibile la realizzazione delle due serate.

“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum

Cast dello spettacolo “La lettera”

  • Mariarita Andreani, la Contessa

  • Anna Maria Angrisani, Suor Cecilia

  • Oliver Besekau, Capitano Ganz

  • Ilaria Colosimo, Myriam

  • Massimo Fiore, Fratel Emanuele Stablum

  • Valentina Iacono Quarantino, Emanuela

  • Daniela Marcuccilli, Pia

  • Rosario Mazzotti, Pietro

  • Laura Zurzolo, Ester

 

“La lettera”: l'opera teatrale che ha omaggiato Fratel Stablum

2025-12-09T16:55:52
Festa dell’Immacolata all’IDI: celebrazione, tradizione e riconoscimenti ai dipendenti
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Ieri, 8 dicembre, in occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione, si è svolta la tradizionale celebrazione presso la chiesa dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata in Via Monti di Creta 104. La Santa Messa delle ore 10:30 è stata presieduta da Padre Giuseppe Pusceddu, Vicario Generale della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e Presidente della Fondazione Luigi Maria Monti.

Festa dell’Immacolata all’IDI: celebrazione, tradizione e riconoscimenti ai dipendenti

La ricorrenza dell’Immacolata rappresenta da sempre un momento di particolare valore per l’Istituto, che porta il nome della Vergine fin dalla sua fondazione. In questa giornata si rinnovano i principi che guidano la missione avviata nel 1912, quando la prima casa di cura dedicata alle malattie dermatologiche iniziò la propria attività. Nel 1925 la Santa Sede ne riconobbe l’importanza, autorizzando l’ampliamento della struttura con il primo padiglione del “Sanatorio dell’Immacolata”.

Al termine della celebrazione è stata consegnata una targa di ringraziamento ai dipendenti con maggiore anzianità di servizio, come segno di riconoscenza per il loro contributo costante alla vita dell’Ospedale.

Un sincero ringraziamento va a tutta la comunità dell’IDI per l’impegno quotidiano che rende possibile la continuità della nostra missione.

Festa dell’Immacolata all’IDI: celebrazione, tradizione e riconoscimenti ai dipendenti

2025-12-05T17:10:28
Intervento di Blefaroplastica: quando è indicato e quali benefici offre
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La blefaroplastica è un intervento di chirurgia plastica che migliora l’aspetto delle palpebre trattando l’eccesso cutaneo e il rilassamento dei tessuti palpebrali, inclusa la correzione delle borse adipose. Sebbene spesso eseguita per motivi estetici legati all’invecchiamento dei tessuti, l’intervento può avere anche un valore funzionale quando la pelle in eccesso della palpebra superiore copre parte dell’occhio e riduce l’apertura dello sguardo.

Che cos’è la blefaroplastica?

La blefaroplastica è indicata in presenza di pelle in eccesso delle palpebre superiori, borse palpebrali inferiori, sguardo stanco o appesantito, palpebra cadente o alterazioni della forma dell’occhio che possono compromettere anche il campo visivo. L’obiettivo è restituire freschezza allo sguardo e migliorare, quando necessario, la funzione visiva.

L’intervento è utile nei casi di ridondanza cutanea delle palpebre superiori, borse inferiori evidenti, cedimento palpebrale o forma dell’occhio alterata. Permette di ringiovanire l’area perioculare e, nelle situazioni funzionali, di migliorare la vista riducendo l’ostacolo provocato dai tessuti in eccesso.

Come si svolge l’intervento

La procedura viene eseguita in anestesia locale con una leggera sedazione. Le incisioni sono posizionate nelle pieghe naturali della palpebra per rendere le cicatrici il meno visibili possibile. La blefaroplastica superiore prevede un’incisione nella piega palpebrale per rimuovere la cute e riposizionare i tessuti, mentre quella inferiore può essere eseguita con approccio esterno o interno per trattare le borse adipose. La durata dell’intervento varia da una a due ore e al termine vengono applicati solo piccoli cerotti adesivi, senza bendaggi.

Per una corretta guarigione si raccomanda l’applicazione di ghiaccio nei primi due giorni, dormire con la testa sollevata, evitare trucco e lenti a contatto per una o due settimane, evitare attività sportiva e ambienti caldi per due-quattro settimane e proteggere gli occhi dal sole con occhiali dotati di filtro UV.

Intervento di Blefaroplastica: quando è indicato e quali benefici offre

Benefici attesi

Dopo l’intervento lo sguardo risulta più aperto, giovane e riposato. Nei casi in cui l’eccesso cutaneo interferisca con la vista, è possibile ottenere un miglioramento del campo visivo. La rimozione delle borse e della pelle in eccesso offre spesso anche una sensazione di maggiore leggerezza nella zona oculare. I risultati sono generalmente duraturi.

Gli effetti indesiderati sono solitamente temporanei: gonfiore, lividi, arrossamento, sensazione di tensione o lacrimazione. Più raramente possono verificarsi infezioni, irritazioni oculari, retrazione della palpebra o visione doppia.

In base alle caratteristiche del paziente, il Chirurgo può proporre opzioni complementari o alternative come laser CO₂ per piccoli eccessi cutanei, filler o lipofilling per i solchi sotto gli occhi o un lifting del sopracciglio quando la ptosi deriva da cedimento della fronte.

Quando non si può fare

Alcune condizioni, come patologie oculari specifiche, disturbi della coagulazione o aspettative non realistiche, possono controindicare l’intervento. Una visita preoperatoria accurata è indispensabile per garantire sicurezza e risultati adeguati.

La blefaroplastica è un intervento efficace e molto diffuso, ma non arresta il naturale processo di invecchiamento. Una valutazione specialistica consente di stabilire se questo sia il trattamento più adatto e quali alternative possano essere considerate.

2025-12-03T16:24:58
All’IDI-IRCCS le nuove frontiere della chirurgia del ginocchio
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Biotecnologie, nuove tecniche chirurgiche e protesi personalizzate al centro del congresso scientifico internazionale del 12 dicembre alla Link Campus University di Roma, promosso dal Prof. Francesco Franceschi: Discovery Knee Masterclass

La chirurgia del ginocchio sta attraversando una fase di profonda trasformazione grazie all’integrazione di medicina rigenerativa, strumenti di pianificazione, navigazione e robotica e protesi personalizzate. A queste tematiche sarà dedicato il congresso scientifico internazionale in programma il 12 dicembre presso la Link Campus University di Roma, riunendo esperti italiani e internazionali per discutere le innovazioni destinate a trasformare la pratica clinica nei prossimi anni.

La giornata si aprirà con i saluti delle autorità e degli organizzatori, seguiti da un’introduzione sulle più recenti metodiche di medicina rigenerativa, tra cui gli innesti di cellule mesenchimali e mononucleate per migliorare la longevità articolare ed i futuri innesti osteo-cartilaginei per posticipare o evitare quando possibile l’intervento protesico. Il Prof. Francesco Franceschi ha dichiarato: “Il congresso rappresenta un momento cruciale per la chirurgia ortopedica contemporanea. Riunire a Roma, presso l’Università Link, alcune tra le più autorevoli figure internazionali nel campo della protesica di ginocchio, della medicina rigenerativa e delle tecnologie di navigazione e robotica significa offrire ai professionisti un’occasione unica di aggiornamento e confronto diretto. Le sessioni di live surgery, che si terranno presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, i contributi scientifici dei massimi esperti e il dialogo interdisciplinare che caratterizzeranno la giornata renderanno questo evento un punto di riferimento per chi desidera comprendere davvero come sta evolvendo il paradigma della personalizzazione e dell’allineamento cinematico nella nostra pratica clinica.”

La parte centrale del congresso sarà dedicata alla sostituzione articolare, primo impianto e revisione, seguendo nuovi approcci biomeccanici che rispettano l’anatomia del paziente e offrono benefici significativi in termini di stabilità e recupero funzionale.

Durante la mattinata verranno svolte due sessioni di chirurgia in diretta, con l’esecuzione di un intervento di protesi primaria ed un intervento di revisione, coadiuvati dal Prof. Sébastien Lustig. Le sedute operatorie saranno svolte presso le sale operatorie dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS e trasmesse in diretta sui canali dell’Università, nel segno della piena e forte collaborazione tra le due strutture, permettendo di osservare l’applicazione pratica delle tecniche e delle tecnologie oggetto dell’evento.

La dr.ssa Annarita Panebianco, Direttore Sanitario IDI, aggiunge: “Queste trasformazioni, attraverso l’introduzione di nuove tecnologie emergenti, hanno un significativo impatto direttamente sulla gestione e sull’organizzazione dei servizi perché, quando sono messe direttamente al servizio dell’assistenza sanitaria, da una lato riducono in maniera significativa tempi di ospedalizzazione e dall’altro portano anche ad un progressivo miglioramento delle stesse performance sanitarie.”

Nel pomeriggio il dibattito si focalizzerà sul ruolo attuale e futuro della robotica, dei sistemi di navigazione intraoperatoria e delle soluzioni tailor-made che stanno ridefinendo la personalizzazione della chirurgia ortopedica. Seguirà un approfondimento sui protocolli riabilitativi “fast track”, sempre più importanti per ridurre i tempi di ospedalizzazione. La giornata si concluderà con una tavola rotonda che riunirà i principali esperti del settore per discutere prospettive future, criticità e opportunità nel campo della chirurgia del ginocchio.

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2025-11-13T16:06:47
Melanoma amelanotico: segni, diagnosi e prevenzione
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Il melanoma cutaneo è un tumore della pelle molto aggressivo che nella maggior parte dei casi si presenta con un colorito molto scuro (dal marrone al nero/bluastro). Tuttavia in rari casi il melanoma può essere di colorito chiaro (dal bianco al rosa) rendendone più difficile il riconoscimento e causando diagnosi tardive. A causa del suo colorito chiaro, questo sottotipo di melanoma passa spesso inosservato al paziente. Quindi i controlli dermatologici di routine sono molto importanti per porre diagnosi precoce e per ottenere una prognosi migliore.

Cos’è il melanoma amelanotico?

Il melanoma amelanotico (o ipomelanotico) è un tumore maligno della pelle che origina dai melanociti, ma non presenta, oppure ha solo minime quantità di melanina, il pigmento responsabile del colore scuro. Per questo motivo, mentre nell’immaginario collettivo il melanoma viene associato a una macchia scura, è bene ricordare che può anche essere poco o per nulla pigmentato.
Il melanoma amelanotico rappresenta circa il 2-8% di tutti i melanomi e può apparire come una lesione chiara, rosa o color carne.

E’ più frequente dopo i 40-50 anni (ma può presentarsi a tutte le età) e si sviluppa più spesso, ma non esclusivamente, nei soggetti di pelle chiara (fototipo I-II), con capelli rossi o biondi e molte lentiggini. Proprio l’assenza di pigmentazione lo rende un melanoma difficile da riconoscere, sia per il paziente sia per il medico poco esperto.

 

Melanoma amelanotico: segni, diagnosi e prevenzione

 

Come si presenta: segnali da non sottovalutare

Il melanoma amelanotico può presentarsi come una lesione cutanea chiara (rosa, rossastra, rosso-violacea o più raramente, del tutto simile al colore della cute circostante), piatta o rilevata, che può essere scambiata per una cicatrice, un brufolo o per un angioma. Se non riconosciuto precocemente, può aumentare di dimensioni, ulcerarsi o sanguinare.
Nella maggior parte dei casi il melanoma non presenta sintomi e solo occasionalmente i pazienti riferiscono prurito, dolore o alterazione di sensibilità della superficie cutanea interessata.

È fondamentale prestare attenzione a qualsiasi nuova lesione cutanea che cambia rapidamente e non sottovalutare eventuali modificazioni dei nei preesistenti. L’autosservazione della pelle e i controlli periodici dal dermatologo restano le armi più efficaci per riconoscere precocemente il melanoma (incluso quello amelanotico).

 

Diagnosi: il ruolo della dermatoscopia e della biopsia

La diagnosi del melanoma amelanotico è complessa, richiede esperienza, competenze specifiche e talvolta strumenti tecnologici avanzati. E’ importante esaminare tutta la superficie cutanea del paziente con l’ausilio del dermatoscopio manuale che consente di osservare strutture cutanee non visualizzabili a occhio nudo, individuando caratteristiche atipiche anche in assenza di pigmento.

In alcuni casi, può essere utilizzata anche la microscopia confocale, una tecnica non invasiva molto sofisticata che aiuta nella distinzione tra benignità e malignità delle lesioni cutanee anche in assenza di pigmento. Quando un neo è fortemente sospetto, si procede con l’asportazione chirurgica e l’esame istologico permetterà di analizzare al microscopio la lesione asportata per determinarne la natura. 

 

Melanoma amelanotico: segni, diagnosi e prevenzione

 

Trattamento e prognosi

Il trattamento del melanoma (incluso quello amelanotico) prevede un intervento chirurgico per l’asportazione completa della lesione e l’esame istologico al fine di accertare la natura della lesione asportata. Laddove l’esame istologico dovesse confermare il sospetto di melanoma verrà effettuato un ampliamento della ferita chirurgica e in presenza di alcune specifiche caratteristiche del tumore viene eseguita anche la biopsia del linfonodo sentinella ovvero l’asportazione del primo linfonodo drenante.

Quando la malattia è più avanzata, possono essere indicate immunoterapie o terapie mirate contro specifiche mutazioni del melanoma. La prognosi del melanoma è fortemente influenzata dallo stadio alla diagnosi, quindi laddove venga individuato precocemente ha percentuali di guarigione completa molto elevate.

Prevenzione e controlli periodici

La prevenzione del melanoma passa dai controlli dermatologici regolari (generalmente 1 volta l’anno) ma anche e soprattutto dalle visite dermatologiche al bisogno effettuate laddove l’autoesame della pelle eseguito dal paziente, dovesse rilevare la comparsa di una nuova lesione sospetta (sia scura sia amelanotica) o la modificazione di una lesione cutanea preesistente.

Anche i soggetti con pochi nevi devono sottoporsi alle visite dermatologiche di routine ma soprattutto devono effettuare mensilmente l’autoesame della pelle con l’ausilio di uno specchio oppure con l’aiuto di un altro osservatore e rivolgersi al dermatologo in caso di dubbi.

Per prevenire il melanoma è importante anche avere degli accorgimenti nelle abitudini quotidiane: evitare l’esposizione ai raggi ultravioletti nelle ore di maggiore intensità del sole (ovvero tra le 11 e le 16), proteggere la cute con gli indumenti oltre che con la crema solare a protezione elevata o molto elevata. In particolare dovrebbero porre maggiore attenzione le persone che hanno una storia personale di melanoma o un parente di primo grado affetto da melanoma, i fototipi chiari, coloro che hanno subìto scottature della pelle da bambini o usato lettini abbronzanti e coloro che presentano molti nevi.

 

 

Il “melanoma bianco” esiste davvero?

Il termine melanoma bianco è spesso utilizzato per descrivere il melanoma amelanotico, ma si tratta di una definizione errata.
Questo tipo di tumore cutaneo non è realmente bianco: si presenta come una lesione chiara, rosata o color carne, a causa della scarsa o assente produzione di melanina, il pigmento che conferisce la tipica colorazione scura ai nei.
Proprio per questa caratteristica, il melanoma amelanotico è più difficile da riconoscere e può essere diagnosticato tardivamente se non si presta la dovuta attenzione.

Il melanoma amelanotico è una forma rara e subdola di tumore cutaneo, che può sfuggire ai controlli se non si presta la dovuta attenzione. Riconoscerlo in tempo fa la differenza tra una cura semplice o terapie più complesse. Diffondere la consapevolezza su questa patologia e promuovere la diagnosi precoce sono passi fondamentali per ridurre l’impatto di questa malattia. La prevenzione inizia dalla conoscenza: osservare la propria pelle e affidarsi a controlli regolari è il modo migliore per proteggerla.

2025-11-12T16:37:20
IDI investe nelle persone: un nuovo modello di innovazione e crescita nella sanità
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L’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS di Roma conferma il proprio impegno nel promuovere una sanità che mette al centro le persone.

In un’epoca di continua trasformazione, l’IDI sceglie di puntare sulla valorizzazione del potenziale umano come leva strategica per l’innovazione e la qualità dell’assistenza.
In un’intervista realizzata da Manpower al Dott. Antonello Sacco, Direttore Personale e Relazioni Industriali, Legale e Privacy dell’IDI, emerge una visione chiara: investire nello sviluppo dei professionisti significa costruire un futuro più sostenibile, umano e orientato alla crescita condivisa.
Il progetto – avviato in collaborazione con la Fondazione Luigi Maria Monti e Manpower – rappresenta un’iniziativa pionieristica nel panorama sanitario, introducendo strumenti innovativi di valutazione e formazione del personale medico per favorire percorsi personalizzati di crescita professionale e personale.

(Fonte: intervista Manpower  “IDI: la nuova frontiera nella sanità, l’innovazione con le persone”)

 

In un’epoca di trasformazioni rapide e continue, quali sono le priorità per le aziende che vogliono restare competitive?

Oggi il mondo del lavoro richiede risposte pronte, adattabilità e innovazione costante, non basta offrire buoni servizi o elaborare strategie brillanti. Se non si investe sul potenziale umano, ogni piano rischia di restare incompleto. Le aziende più lungimiranti hanno ormai compreso una verità fondamentale: la vera innovazione parte dalle persone. È da qui che nasce il valore più autentico e duraturo per qualsiasi organizzazione.

 

Quanto è importante, oggi, scegliere di investire nello sviluppo delle persone all’interno di un’organizzazione?

Investire nello sviluppo delle risorse umane non è una scelta scontata, né tantomeno facile. Ma è la scelta da intraprendere con convinzione, perché il valore più autentico e duraturo di un’organizzazione risiede nelle persone che la compongono. Perché un team che si sente valorizzato è un team più motivato, produttivo e creativo. Le persone diventano protagoniste del cambiamento, si responsabilizzano, generano nuove idee e contribuiscono alla costruzione di un ambiente di lavoro più dinamico, inclusivo e orientato alla crescita individuale e collettiva.

 

 

Qual è oggi il vero motore dell’innovazione sul quale un’azienda deve puntare?

Il vero motore dell’innovazione è il potenziale umano: competenze, idee, talenti e attitudini che, se riconosciuti e coltivati, diventano risorsa concreta per generare valore all’interno delle organizzazioni. Un principio che assume un significato ancora più rilevante nel contesto sanitario, dove i professionisti si trovano ogni giorno a interagire con persone che affidano loro la propria salute, confidando in un’assistenza competente e umana. In quest’ottica, le competenze non sono solo un insieme di conoscenze tecniche, ma includono capacità cognitive, relazionali e comunicative, elementi essenziali per affrontare con efficacia le sfide attuali e future.

 

 

All’interno dell’IDI IRCCS è stato avviato un progetto che si distingue per la sua originalità e visione. Ci racconta com’è nato e quali sono i suoi elementi più innovativi?

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Luigi Maria Monti, Ente proprietario e gestore di cinque presidi sanitari e socio-sanitari nella Regione Lazio, tra cui l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI) IRCCS, riconosciuto centro di riferimento nazionale in ambito dermatologico. È proprio all’IDI che il progetto ha preso avvio nell’aprile del 2024, in un contesto con oltre centodieci anni di storia, arricchito dal lavoro di figure coraggiose, professionali e umanamente dedite alla cura del prossimo. Un patrimonio di conoscenze scientifiche e valori umani che oggi viene rilanciato, con l’obiettivo di valorizzare e far crescere il personale medico, partendo da una visione integrata dello sviluppo professionale e personale.

Abbiamo iniziato lo scorso anno un percorso di Assessment per i Giovani Medici Dermatologici con Manpower, con l’obiettivo di far emergere il potenziale di ognuno e supportarli verso i loro maggiori talenti: la ricerca oppure la carriera ospedaliera. Dunque, coinvolgendo circa 40 medici, il progetto ha al centro un’intuizione tanto semplice quanto rivoluzionaria: lo sviluppo dei medici dermatologi non deve fondarsi esclusivamente su competenze cliniche – per quanto essenziali – ma deve includere anche attitudini, motivazioni personali, capacità gestionali, propensione alla ricerca e, in generale, tutte quelle qualità che rendono un professionista capace di crescere e innovare nel proprio ruolo.

 

 

Quali strumenti sono stati utilizzati?

Per la prima volta in ambito ospedaliero è stato introdotto un progetto ad alto tasso di innovazione, per la forma e i contenuti portati, nonché per l’impatto su decisioni future, basato su strumenti utilizzati con successo nel mondo aziendale, come assessment personalizzati, questionari Hogan, simulazioni comportamentali e colloqui individuali, mirati ad acquisire evidenze circa le “Soft Skill” e quindi punti di forza e aree di miglioramento comportamentale del personale medico, valutandone il potenziale professionale e umano con l’obiettivo di costruire piani di sviluppo individuali mirati.

 

 

In che modo questo progetto si distingue nel panorama sanitario rispetto ad altri progetti sviluppati nello stesso settore?

Quello dell’IDI è un progetto a tutti gli effetti “pionieristico” nel panorama sanitario, visto che tale approccio largamente adottato da grandi gruppi e realtà del settore privato, non ha precedenti nel contesto sanitario, dove ci si concentra sulle competenze professionali. Significa tracciare una direzione nuova, spostando il baricentro dello sviluppo dei professionisti della salute da un approccio meramente tecnico-specialistico a una visione integrata e strutturata che riconosce nel medico non solo l’esperto clinico, ma anche il leader, il ricercatore, il formatore e il promotore di cambiamento.

 

 

Qual è la visione a lungo termine?

L’obiettivo è quello di costruire percorsi personalizzati di crescita, che sappiano riconoscere il potenziale unico di ciascuno e offrano lo spazio per esprimerlo pienamente. Un modello che mette al centro la persona, non solo come professionista, ma come individuo portatore di valori, idee e visioni per il futuro. L’iniziativa dell’IDI rappresenta, pertanto, un investimento coraggioso e lungimirante, che mira a generare valore non solo per i singoli professionisti coinvolti, ma per l’intera organizzazione ospedaliera, favorendo un modello di sanità più evoluto, umano e sostenibile.

Puntare su chi ogni giorno si prende cura degli altri significa non solo migliorare la qualità dell’assistenza, ma anche creare le condizioni per un’innovazione autentica, sostenibile e profondamente umana. Perché il futuro della sanità – come di ogni altro settore – si costruisce partendo dalle persone.

 

2025-11-11T15:51:14
22 novembre convegno all’IDI sulle Displasie Ectodermiche
DISPLASIE ECTODERMICHE - Villa Paola

Le Displasie Ectodermiche (DE) rappresentano un gruppo eterogeneo di malattie genetiche rare che interessano la cute e i suoi annessi, con importanti implicazioni cliniche e psicologiche. Con il progredire delle conoscenze scientifiche, sono stati identificati nuovi fenotipi e determinanti genici, contribuendo a una migliore comprensione di queste condizioni complesse.

Come molte patologie rare, anche le Displasie Ectodermiche richiedono una gestione multidisciplinare, che coinvolge dermatologi, genetisti, pediatri, psicologi e altre figure professionali. In questo contesto, la diagnosi molecolare riveste un ruolo fondamentale per lo studio delle basi genetiche e per l’individuazione di nuove strategie terapeutiche.

Per approfondire questi aspetti, sabato 22 novembre 2025, presso l’Aula Cavalieri dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS di Roma, si terrà il convegno “Displasie Ectodermiche: diverse realtà a confronto”, un evento di aggiornamento professionale che favorirà lo scambio interdisciplinare e il confronto tra esperti provenienti da istituzioni cliniche e di ricerca.

Il convegno sarà occasione per discutere prospettive diagnostiche, terapeutiche e di ricerca, con particolare attenzione agli aspetti molecolari, bioinformatici, psicologici e clinici delle Displasie Ectodermiche.

Programma del convegno

Responsabile scientifico:
G. Pascolini

Comitato scientifico:
G. Pascolini, B. Didona

Prima sessione
Moderatori: B. Didona, A. Novelli

  • Le Displasie Ectodermiche: una sfida per la genetica clinica – G. Pascolini

  • Aspetti molecolari – E. Pisaneschi

  • Il ruolo dell’analisi bioinformatica nel percorso diagnostico – G.L. Scaglione

  • Discussione

Seconda sessione
Moderatori: G. Pascolini, G.L. Scaglione

  • Management dermatologico – B. Didona

  • Aspetti psicologici in età evolutiva – A. Dattolo

  • Prospettive terapeutiche e target molecolari – P. Concolino

  • La diagnosi prenatale – A. Pizzuti

  • Discussione e chiusura lavori

 

Affiliazioni dei relatori:
P. Concolino – Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli
A. Dattolo – IDI IRCCS
B. Didona – IDI IRCCS
A. Novelli – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
G. Pascolini – IDI IRCCS
E. Pisaneschi – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
A. Pizzuti – Sapienza Università di Roma
G.L. Scaglione – IDI IRCCS

Scarica il programma: Clicca qui

Modalità di partecipazione

La partecipazione è gratuita.
L’iscrizione avverrà direttamente in sede, compilando la scheda di registrazione disponibile presso il desk accoglienza il giorno del convegno e firmando il foglio presenze.

Accreditamento ECM

Il convegno è accreditato ECM ai fini dell’ottenimento di 3 crediti formativi (rif. n. 352-467380) come evento formativo residenziale per 50 partecipanti.

Categorie accreditate:
Medici chirurghi, biologi, psicologi, infermieri, tecnici sanitari di laboratorio biomedico.

Discipline di riferimento:
Dermatologia – Genetica Medica – Pediatria – Neuropsichiatria Infantile – Ginecologia e Ostetricia – Pediatria di libera scelta.

2025-11-10T13:01:15
14 novembre convegno all’IDI sulla Dermatite Atopica
DERMATITE ATOPICA scaled - Villa Paola

La dermatite atopica (DA) rappresenta la più comune tra le malattie infiammatorie cutanee. Sebbene nella maggior parte dei casi si manifesti in forma lieve, una quota significativa di pazienti sviluppa quadri moderati o gravi, spesso difficili da gestire con le terapie tradizionali.

Negli ultimi anni, la ricerca ha compiuto notevoli progressi nella comprensione dei meccanismi patogenetici della dermatite atopica, chiarendo il ruolo della predisposizione genetica, dei fattori ambientali e delle frequenti comorbidità immunoallergologiche.

Parallelamente, l’arrivo dei farmaci biologici ha rivoluzionato l’approccio terapeutico, rendendo possibile una gestione personalizzata della malattia e aprendo la strada al concetto di disease modification.

In questo contesto si inserisce il Convegno “Dermatite Atopica e altro… conoscere e condividere”, che si terrà venerdì 14 novembre presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI IRCCS di Roma. L’incontro offrirà un aggiornamento multidisciplinare sulle strategie diagnostiche e terapeutiche più avanzate nella cura della dermatite atopica e delle patologie immunomediate spesso associate, come la prurigo nodulare, il pemfigoide bolloso, l’orticaria cronica, l’esofagite eosinofila, la poliposi nasale e l’asma.

Attraverso la presentazione di casi clinici complessi, esperienze terapeutiche con Dupilumab e altre terapie innovative, specialisti in dermatologia, allergologia e discipline affini approfondiranno i temi più attuali della medicina di precisione applicata alle patologie infiammatorie croniche.

Il convegno rappresenta un’importante occasione di confronto e formazione per i professionisti sanitari, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti e promuovere percorsi terapeutici integrati fondati sull’evidenza scientifica e sulla collaborazione multidisciplinare.

Programma del convegno

Saluti di benvenuto e istituzionali
A. Panebianco, P. Marchetti

Introduzione al corso
Ornella De Pità, Sabatino Pallotta
Moderatori: Ornella De Pità, Sabatino Pallotta

Disease modification in Dermatite Atopica
Filomena Russo

Dermatite Atopica: Real life e Dupilumab
Fabio Romano Selvi, David Longhino

Il trattamento nel Pemfigoide Bolloso
Dario Didona

Dupilumab: i risultati nella Prurigo Nodulare
Gaia Moretta

Discussione sui temi trattati
Moderatori: Biagio Didona, Mauro Giani

Identificazione di biomarcatori predittivi di fenotipi clinici e risposta clinica al trattamento con Dupilumab
Stefania Madonna

Autoimmunità IgE in Dermatite Atopica
Enrico Scala

Dermatite Atopica e dermatiti allergiche da contatto
Lia Pirrotta

Gli sviluppi nell’Orticaria cronica
Ornella De Pità

Esperienza nella Esofagite Eosinofila
Arianna Aruanno

Il trattamento nell’Asma
Mariagioconda Zotti

Considerazioni finali e chiusura del corso
Gianluca Pagnanelli, Filomena Russo

Chiusura lavori e Questionario ECM

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Informazioni ECM

Il convegno è accreditato ECM per le seguenti categorie professionali:

Provider: Motus Animi S.a.s. (ID 2112)
ID Evento RES: 460367
Numero partecipanti: 50
Durata: 4 ore
Crediti ECM: 4

Categorie accreditate:
Medici specialisti in Dermatologia e Venereologia, Allergologia e Immunologia Clinica, Medicina Interna, Otorinolaringoiatria, Malattie dell’apparato respiratorio, Pediatria, Medici di Medicina Generale, Biologi e Infermieri.

Responsabili scientifici:
Gianluca Pagnanelli, Filomena Russo